MIGRANTI

Il Natale in comunità è un momento che unisce.
Seppure molti dei nostri ragazzi siano di altre fedi, il Natale è un bel momento….a chi non piace ricevere un dono!

Solitamente facciamo una festa in comunità qualche giorno prima del 25 dicembre con tutti i ragazzi, gli educatori e i volontari; prepariamo una cena speciale con piatti da tutto il mondo e poi via con l’apertura dei regali e biglietti.

Un piccolo aneddoto: lo scorso anno i ragazzi hanno voluto anche addobbare la struttura con l’albero e le palline fatte da loro! La parte più divertente della festa sono state le danze aperte dai ragazzi egiziani che ci hanno insegnato la danza delle spade usando al posto delle spade le scope! Insomma, ci si diverte come si può. E poi tamburi e altri balli tipici! Insomma un Natale internazionale!

In una comunità per ragazzi migranti, che arrivano da tutti i paesi, sono molte le ricorrenze da festeggiare e condividere: la festa della fine del Ramadan ma anche la Pasqua ortodossa.

Cosa lega tutte queste ricorrenze e momenti di festa? Il cibo, che per molti ragazzi è simbolo di benessere, accoglienza e abbondanza, in un luogo in cui finalmente procurarsi un pasto adeguato non è più una preoccupazione.

Modu ha 35 anni e viene dalla Costa d’Avorio. È partito da casa quando ne aveva 24, nella speranza di un futuro migliore. Prima il Niger. Poi la traversata a piedi del deserto per arrivare in Libia. Delle venti persone partite con lui, solo tre sono sopravvissute al viaggio. Modu è stato uno dei fortunati. In Libia si è adattato a fare e imparare qualunque lavoro, ma era un luogo pericoloso. Così si è rimesso in viaggio, questa volta per mare: è arrivato in Italia in autunno.  Quando ha varcato il confine libico, racconta, era in fin di vita, ma nessuno si è preoccupato di soccorrerlo; in Italia invece è stato diverso, le persone che ha incontrato si sono subito prodigate per aiutarlo, confortarlo, farlo sentire al sicuro. Dalle spiagge di Lampedusa a una delle nostre piccole comunità del lecchese il viaggio è stato breve e, questa volta, sicuro.
Modu è una persona gentile, sempre sorridente e pronto a dare una mano. Si fa conoscere e voler bene da tutti in paese. Fa il giardiniere, il pasticciere, il tuttofare. Fabio, nostro responsabile d’area, aveva sentito parlare di lui ma non lo aveva mai incontrato, finché un pomeriggio, smontando dal turno in pasticceria, Modu è passato in ufficio a salutare e a portare qualche pasticcino. L’idea è venuta chiacchierando. C’era una nuova casa, pronta ad accogliere altri migranti, la stavamo mettendo a posto e serviva un custode. È così che Modu, da ospite, è diventato un collega, assunto dalla cooperativa. Insieme all’équipe accoglie i ragazzi che arrivano, spesso fa loro da interprete perché oltre all’Italiano conosce molti patois dell’Africa centrale, presta loro lo stesso aiuto che ha ricevuto anni fa quando è arrivato e fa in modo che si sentano accolti, anche se sono così lontani da casa.